Di Roberta Maresci

“Pane, amore e fantasia” al Vecchio Forno di Cornacchia di Taviano. Qui il tempo sembra essersi fermato. Non siamo nell’Italia del Dopoguerra. Non c’è neppure il maresciallo Carotenuto (interpretato nel film da Vittorio De Sica), scapolo cinquantenne inviato da Sorrento a  Sagliena, tra le montagne abruzzesi. Tantomeno si può trovare Maria (interpretato da Gina Lollobrigida), detta Pizzicarella la Bersagliera”.

 

 

 

 

 

 

 

 

Qui c’è Franca e ci sono le altre signore affaccendate, con le mani in pasta, a far mustazzoli e taralle, focacce o pitteddhe. Mentre Antonio alimenta con la legna il forno che dal 1958 sforna pucce e non solo, della tradizione tavianese e salentina. A Taviano c’è gente qualsiasi. Alcune attendono come se aspettassero la corriera, l’autobus. Invece sono lì perché in questo forno, il più vecchio del paese in provincia di Lecce, di “vecchio” c’è anche il rito di poter cuocere i prodotti fatti in casa direttamente dai propri concittadini. Loro impastano e preparano ad esempio il pane in cucina e poi vanno da Alberto che lo cuoce. Il tempo della cottura a legna e si torna in cucina con la pagnotta ancora calda. Lo faceva anche mia nonna, a Roma, quando abitava ancora nel quartiere San Lorenzo. Ma nella Capitale, si è persa questa abitudine che qualcuno conserva nella Città del Dono e dei Fiori.

 

Regalaci un sorriso!
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