L’amatriciana dello Gnam

Il loro ristorante s20161008_160638.jpgi chiamava Ma-Trù che è il nome originale de Paese di Amatrice. E’ crollato assieme ad affetti cari. Daniele Bonanni non ha mollato e ora assieme ad altri ristoratori come Barcolla, e  ancora altri delle zone limitrofe cerca di ripartire cucinando amatriciana. Gnam! Festival del Cibo di Strada  ha offerto uno spazio gratuito e la risposta di Roma è ellissima. Non solo, da Amatrice molte persone sono venute ad abbracciare i loro compaesani sulle sponde del laghetto dell’EUR. Occhi lucidi e abbracci ma anche la sensazione di essere una grande famiglia come accade talvolta quando si è perso tutto e quel poco che si ha si divide.  “Abbiamo avuto colloqui con le iItituzioni per riavviare le nostre attività ma al momento la difficoltà più grave è quella burocratica”. “Stiamo definendo delle aree e noi ricadremo tutti assieme come ristoratori per dare a tutti le stesse opportunità”.

Dormire sotto le tende e poi partire, con il furgone pieno di ingredienti presidio slow food -come il guanciale – originario della terra amatriciana, il pecorino “di un caseficio rimasto in piedi”.   “I comuni sono piccoli, i fondi messi a disposizione  non sono pochi, è stata dimostrata una grande efficienza nel momento più brutto, soprattutto per ripristinare i collegamenti, abbiamo una grande fiducia nella ricostruzione, speriamo che non si spengano i riflettori su di noi perché abbiamo voglia di farcela20161008_160709.jpg20161008_160903.jpg”.

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