A Pasqua ogni regione ha la sua ricetta. Se non siete cuochi provetti, o lavorate fino all’ultimo momento, al Mercatino di Palombini trovate ogni tipo di pizza o dolce tipico preparato artigianalmente con ingredienti biologici.

Oppure potete comprare voi stessi gli ingredienti più genuini e seguire le ricette: i pecorini stagionati, i salumi Dop, gli affettati, la ricotta appena fatta dell’agro pontino e campano, la cioccolata di Modica.

La Pasqua è sinonimo di festa rinnovamento a tavola fin dai tempi pagani, divenuta poi, per noi cristiani, festa resurrezione, conserva il suo spirito attraverso ricette con le uova, simbolo di rinascita.

Il tradizionale Picnic di Pasquetta ci aspetta con le nostre tovaglie apparecchiate sui prati (anche queste le trovate antimacchia al Mercatino di Palombini).

A Roma poi tutto inizia dalla colazione. Uova sode, salame corallo,  cioccolato e pizza pasquale, che si ripete un po’ su tutta la dorsale dell’Appennino centrale con varianti diverse. Ad esempio in Umbria e  Marche si usa il Pecorino. Naturalmente ognuno ha la sua ricetta. L’Abruzzo per Pasqua propone il Fiadone presente sia nella versione dolce in montagna, che salata, tipica della zona costiera. Si tratta torta rustica ripiena di uova e formaggio. Anche, questo come le altre pizze dell’Italia centrale ha una parte esterna dura e un interno soffice.

Sempre in Abruzzo si usa anche fare dolcetti a forma di Pupe e Cavalli a base di cacao e mandorle.IMG_6279m.jpg

Ci sono poi le pizze con le verdure: la Crescia di Pasqua della Valle d’Aosta, la torta Ligure. Anche nel Salernitano si usa la pizza con la verdura a costa larga e le olive nere in salamoia delle vicine puglie (anche queste al Mercatino di Palombini), cospargendola poi di pomodoro San Marzano. Nel resto della Campania, il famosissimo Casatiello, che ormai è divenuto, assieme alla Pastiera napoletana, il re della cucina pasquale, imitato in tutte le regioni. Sulla pastiera non c’è nemmeno da parlare. Il grano, simbolo di rinascita dall’epoca in cui si credeva a Cerere, si combina con la ricotta freschissima del latte saporito delle erbe mediterranee. pastiera napoletana.jpgE qui, con la ricotta, entra in gioco la Sicilia che ha la maggior parte dei suoi dolci fondati su questo ingrediente prelibato. Come pure la Sardegna con le sue Casadinas (al Mercatino trovate sia la ricotta fresca al banco dell’agro pontino fatta la mattina, sia il banco della Sardegna  e della Sicilia con i dolci pronti).

 

 

Dovendo scegliere tra mille ricette vi proponiamo quella del nostro territorio e datevi da fare perché vi vogliono 5 giorni a prepararla.

Pizza Pasquale della Tuscia Viterbese

4459364327_011b081628_o.jpgPer 2 Kg di pizza (peso finale)
1 kg di farina
4 uova
200 grammi di zucchero
1 cucchiaio di cannella
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
100 grammi di strutto o burro
olio di mais
1 limone grattugiato
15 grammi di lievito di birra fresco

Preparazione

  1. 3 giorni prima della preparazione mescolare 60 grammi di farina con il lievito sciolto in 30ml di acqua tiepida. Formare una palla e lasciar riposare.
    2. Una volta trascorso questo periodo aggiungere la farina restante, le uova, la cannella, la vaniglia, la buccia del limone e lo zucchero e lasciar riposare per 24 ore quindi, passato anche questo tempo, impastare accuratamente e con forza:
    3. Sbattere con forza l’impasto sul piano di lavoro più di una volta. Ungere la teglia dal diametro di 30cm, versare l’impasto arrivando fino a metà in altezza e lasciar lievitare per 5 ore in un luogo abbastanza caldo e con uno strofinaccio a coprire il tutto.
    4. Una volta lievitata mettere in forno caldo a 180° per 45 minuti e lasciare dentro il forno spento fino a quando questo non si sarà raffreddato.

 

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