Tino, frazione di Accumuli, epicentro del terremoto, non esiste più. I soccorsi arrivarono in ritardo, la ricostruzione va molto a rilento.  “Sono state consegnate  pochissime casette” ci racconta Rossella Formichella, dell’Hosteria Dino e Tony di Roma. Dentro le casette prefabbricate fa freddo per il nonno di Rossella. Così è costretto a venire a Roma per svernare. Ma come fa una persona in campagna  a tollerare una metropoli? Male. Così il nonno si siede all’Hosteria dove almeno ritrova un’amatriciana decente, e ancora fa il galante con le signore di passaggio.

Questa è una storia tra le strade del quartiere Prati, a Roma, proprio sotto i Musei Vaticani. Storia di piccoli grandi italiani che riescono sempre a sopperire dove manca l’aiuto delle istituzioni. Il comitato per la ricostruzione di Tino è composto da poche persone del paese.

L’Hosteria Dino & Tony, una leggenda per i sapori della tradizione, è una buona parte di questo Comitato e ha deciso di dedicare a Tino una domenica di lavoro.

“E’ il secondo anno: si fanno offerte a partire da 8 euro e si mangia l’amatriciana, la gricia, i dolci fatti in casa” ci spiega Rossella figlia e nipote di Dino e Toni. Tantissime persone credono in questo evento di solidarietà spontanea e senza fronzoli.

Il bar accanto al ristorante offre i suoi tavoli esterni al coperto, i fornitori da Amatrice, Accumuli e tutta la zona portano il vero guanciale locale; quelli dei pomodori, della pasta, del pecorino fanno lo stesso. “Ci aiutano sostenendo con noi la spesa”. Tutti lavorano gratis.

La cucina romana di questa hosteria è legata ai piatti classici “della nonna”. Tutto è molto tradizionale e genuino come Dino e Toni, due grandi lavoratori, assieme fin da bambini, pronti a servire il prossimo.

“Alla fine i soldi che raccogliamo li diamo direttamente; le persone di un paesino così piccolo si conoscono tutte e quindi si sa chi ha bisogno”.  Un bambino ha perso tutta la famiglia è stato accolto in un’altra e quindi studi del piccolo sono assicurati da una delle migliori amatriciane di Roma, una donna ha perso il marito e non arriva a pagare tutto con i figli, ci pensano loro.

La dedizione con cui questo piccolo evento di solidarietà viene curato è unica. Tutti vengono serviti come se fossero i migliori clienti del ristorante in un giorno qualsiasi. Famiglie intere sono accorse per il pranzo della domenica. Bambini piccolissimi vengono subito svezzati a pecorino romano in abbondanza sulle mezze maniche, e affondano piccole bocche nei ciambelloni fatti in casa dalla mamma di Rossella.

Il salvadanaio è trasparente. Come tutto da queste parti.

Regalaci un sorriso!
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