Non ho mai visto Maddalena senza il sorriso sulle labbra. Porta con se i colori dell’Africa e una ineguagliabile fiducia nel prossimo. Italiana ormai, ha seguito qui suo marito con regolare permesso di soggiorno. Vende ai mercatini gli oggetti artigianali che ella stessa produce. Bellissime collane colorate, testimonianza di amore e pazienza, ceste per frutta e portaoggetti intrecciate con le sue mani, portachiavi di perline raffiguranti coccodrilli, alla maniera degli antichi Masai.

Mai con una merce contraffatta o che renda di più, mai disonesta. Nasconde una storia di sopruso che ignoravamo, fino a quando Le Iene non le hanno dedicato un servizio che potete vedere qui.

Allora abbiamo scoperto che gli organizzatori dei mercatini le danno lo spazio per esporre e vendere, e lei, pioggia, neve o vento, aspetta al suo banco Sulla Strada nuovi estimatori del suo artigianato.  Incassa 20/30 euro al giorno,  se vi avvicinate, con umiltà vi dice: “dammi quello che vuoi”. Con le offerte libere per i suoi piccoli capolavori meticolosi, con l’arcobaleno dentro, Maddalena cerca di riuscire a mettere da parte i soldini per una casa in affitto.

Ha perso i suoi figli. Ne ha tre, due solo in Italia. Li manteneva grazie anche all’ospitalità presso la villa di una signora sua benefattrice e amica che aveva preso a cuore la sua famiglia.

Improvvisamente, un’alluvione in Africa, l’ha costretta a tornare affidando i suoi bambini all’amica temporaneamente, per far loro completare l’anno scolastico.

Al suo ritorno i bambini erano stati mandati dalla sua amica in Casa Famiglia. Ora, vivendo lei in una stanza, i servizi sociali non le consentono di riprendersi i figli dalla Casa Famiglia. “Il grande – ci dice Maddalena – ormai non vuole più tornare, nella casa famiglia ha vestiti, soldi, giochi elettronici, tv, tante cose che piacciono ad un adolescente e che io non posso permettermi di dargli, ma il piccolo piange ogni giorno e vorrebbe stare con me”.

Per riuscire ad avere una casa in affitto Maddalena dovrebbe avere almeno tre mensilità da anticipare. Minimo 1800 euro, oppure provare a trovare un posto da badante con ospitalità. Non ce la fa. (Se volete aiutarla segnalatecelo anche sui social e noi glielo comunichiamo)

Ogni volta che la vediamo, dice: “vieni guarda che ho fatto, ho inventato nuove collane, e poi posso fare treccine a te, alla tua bambina”.  Allora guarda la bambina e ci accorgiamo che le ricorda la sua, con la nonna, in Africa. Non è riuscita a tenersi i due figli italiani, quindi tace la segreta speranza di riunire l’intera famiglia. Lo raccontano gridando gli occhi bianchissimi da cui scende una lacrima silenziosa e poi salta sulla fossetta del sorriso immancabile fino al pon pon colorato di un cappellino che si è fatta da sola. Magra non è, seguirà la dieta di chi non può comprarsi spigola e filetto. Ma bella sì, non si può capire quanto. Ha la bellezza di Esmeralda che danzava davanti a Notre Dame insieme agli altri rifugiati, delle regine abissine vendute all’asta, delle cantanti jazz che fecero New Orleans, della orgogliosa Kizzy figlia di un guerriero Mandingo. La bellezza di chi si strappa dalle braccia le radici e narra sulla pelle nera tutta la nostalgia e la speranza primigenia, introvabile tra i pori bianchi  di chi è sazio .

Regalaci un sorriso!
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