Non vuole fotografie, non vuole stare sui social. Il panino di Pippo a Tivoli è una leggenda orale, un rito iniziatico cui ho partecipato, grazie ad amici che mi hanno accompagnato alla scoperta di una delizia di cui vi voglio rendere partecipi, senza rivelare la fonte per non metterla in pericolo.

Ci siamo visti a Tivoli per un leggero aperitivo perché Pippo apre sul tardi verso le 22.30, comunque in modo imprecisato e improvviso, non potete contare su nulla, tranne sul fatto che il martedì è chiuso. Ero un po’ scettica, ma poi ho cominciato a notare delle strane cose.

Tutti i tistoranti intorno erano chiusi. C’erano solo posti per aperitivi e stuzzichini.  Verso le 22 la folla cominciava ad assemblarsi davanti alla grigia serranda ai bordi di  piazza Rivarola.  Fuori due vetrine a specchio anni settanta, che probabilmente dagli anni settanta non vengono né pulite, né riempite. Nulla di accattivante, nemmeno una scritta. Improvvisamente, quando ormai eravamo un centinaio di persone davanti alla serranda, di lato si apre una porticina: il solito raccomandato compaesano che personalmente ritirava una consegna dal retro.  Ma con l’ottimismo che mi contraddistingue in fatto di cibo, ho pensato che ormai eravamo pronti.

Infatti, solleva la serranda e il locale, pulitissimo, mostra una vetrina da pizzicheria piena di delizie. Poi appare lui, non so se è Pippo, o il figlio di Pippo come qualcuno sussurra. E’ robusto, non sorride, ha un machete in mano e  dà l’impressione di uno che non vuole essere contraddetto. Il locale si riempie, ma tutti rispettano la fila. Nemmeno chiede che panino vuoi. Tutti sanno. Il menù gira su whatsapp in gran segreto. Gli devi dire solo il nome del panino scandendolo bene. A quel punto lui apre un pane fatto da loro, una piccola pagnotta in realtà. Lo apre  con le mani, con mossa precisa. Se c’è il carciofo ci mette un carciofo sbriciolandolo con perfezione cartesiana. Se c’è la mozzarella ne prende una intera che trasuda latte e ce la piazza dentro. Se c’è un affettato, lo affetta davanti a voi, almeno un paio di etti per panino. Insomma, Pippo non lesina.

Con noi un’amica osa: “C’è senza glutine e senza lattosio?” Cala un silenzio di tomba tra gli astanti. Pippo allarga le gambe, inspira rumorosamente dal naso come un toro miura, solleva gli occhi come Jack Nicholson in Shining, e penso che presto si ripeterà la scena del labirinto nel giardino di Villa d’Este. La mia amica è pure pallida con i lunghi capelli neri, una vittima perfetta. Pippo ha il machete in mano. Invece si rilassa come se avesse fatto un esercizio Zen de noantri e ricomincia a fare panini senza dire niente, come se non avesse sentito.

A quel punto allora uno spavaldo osa, tira fuori il cellulare e scatta una foto. “NO FOTO” grida secco. E di nuovo ammutoliamo.

Preso il nostro delizioso panino ce lo andiamo a mangiare in mezzo alla strada, perché Pippo non ha sedie, tavoli, c’è spazio solo per la fila muta del rito iniziatico. Appoggiamo il vino buono di questi colli tiberini sulla panchina e brindiamo alla conquista.

Ora dovrei fare la critica e descrivervi il panino. E’ impossibile. Il panino di Pippo è pura leggenda. Vi metto il menù, ma se dovete fare una scelta, mi getterei sul locale, la tradizione norcina è a km zero. Insomma che si fotta l’aragosta.

 

 

I panini di Pippo

SUPERPIPPO: Maionese, prosciutto crudo, insalata, ketchup, carciofini, melanzane, pomodoro, wurstel, mozzarella;

GENERALE: Insalata, mozzarella, pomodoro, prosciutto crudo, maionese, funghetti;

FESA: Maionese, ketchup, funghetti, fesa di tacchino, mozzarella, parmigiano;

PICCADOLCE: Pomodoro, salame piccante, mozzarella, maionese;

TARTARA: Parmigiano, mozzarella, funghetti, prosciutto crudo, salame piccante, maionese;

GAMBERETTI: Insalata, pomodoro, gamberetti, limone, crema di scampi;

GAMBERI E ARAGOSTA: Insalata, pomodoro, gamberetti, aragosta, limone, crema di scampi;

GALATTICO: Fesa di tacchino, bresaola di cervo, mozzarella, insalata, pomodoro, gamberetti, parmigiano, crema di scampi;

BURINA: Salsiccia di maiale cotta, insalata, mozzarella, pomodoro, prosciutto crudo; (patè d’olive solo su richiesta)

CIOCIARA: Crema di funghi porcini, salsicce di cinghiale piccole, insalata, fesa di tacchino, funghi porcini;

CAPRESE: Maionese, ketchup, insalata, pomodoro, funghetti, mozzarella, prosciutto crudo, tonno;

ZINGARESCA: Mozzarella, rucola, parmigiano, speck, olio; (tempo di cottura 25-30 min)

FUSO: Mozzarella, funghi, insalata, pomodoro, prosciutto crudo; (tempo di cottura 25-30 min)

FREGAMANTO’: Briè, funghetti o melanzane, speck, tacchino, insalata, salmone o gamberi, crema di scampi; (tempo di cottura 25-30 min)

BRESAOLA: Bresaola, parmigiano, rucola, olio, limone;

CARPACCIO: Maionese, beef di manzo, funghi, mozzarella, parmigiano, rucola, olio, limone;

TIROLESE: Speck, olio, parmigiano, rucola;

SALMONE: Crema di scampi, salmone, olio, pomodoro, insalata;

VEGETALE: Maionese o olio, funghi, melanzane, pomodoro, insalata, carciofini;

BUCO: Wurstel e salse

 

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